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Biancamaria

I retroscena del colloquio del '93:
«Un prelato mi disse:
vale tre encicliche»

JAS GAWRONSKI

Era la seconda volta che sedevo a un tavolo da pranzo di fronte a Giovanni Paolo II con il microfono nero che risaltava sulla tovaglia bianca. La prima cena si concluse per me tragicamente. Dopo una serata trascorsa a discutere di tutti i temi di attualità politica che dette modo al Santo Padre di esprimere giudizi anche sulle personalità attive sulla scena del momento, tornai a casa ansioso di «sbobinare» l’intervista, di trascriverla dal nastro su carta. Visto che la nostra conversazione durò quasi due ore passai tutta la notte a fare questo lavoro assaporando di frase in frase le reazioni che le parole del Papa avrebbero provocato nel mondo alla pubblicazione di questo «scoop». Ma alle 7.30 del mattino mi chiamò il segretario del Pontefice dicendomi che Giovanni Paolo II avrebbe preferito che la nostra conversazione della sera prima rimanesse privata.

Per un giornalista non ci poteva essere delusione maggiore, anche se, cercando di mettermi nei suoi panni, capivo le ragioni e le preoccupazioni del Papa, che, non abituato alle interviste, (era la prima del suo pontificato) probabilmente aveva dimenticato che c'era quel microfono in mezzo.

Ma adesso iniziava la cena riparatoria di quel torto che avevo subito. Mi aveva chiamato la sera prima il segretario del Papa chiedendomi: «E’ libero domani sera? Il Santo Padre vorrebbe invitarla a cena», in un tono affabile che non avrebbe escluso una risposta sul tipo: «No purtroppo domani non posso, combiniamo un'altra volta». Ero arrivato in Vaticano puntuale alle 7.30, salutato dalle guardie svizzere nei costumi disegnati da Michelangelo, e dopo una breve attesa in un salottino apparve il pontefice che mi precedette nella modesta sala da pranzo. Dopo una corta, intensa preghiera, ci sedemmo uno di fronte all’altro, con il segretario, don Stanislao a un lato.

Avevo incontrato Giovanni Paolo II altre volte, a cena senza microfono e in occasioni meno formali. Nel «palazzo» sui Colli Albani, dove a Ferragosto, ogni due anni (sono stato invitato ad assistervi due volte, nel 1989 e nel 1994) riuniva una trentina fra i più quotati filosofi, politologi e professori universitari di vari paesi. E’ così che il Papa concepiva le sue vacanze, sempre alla ricerca, attraverso letture e conversazioni, di stimoli intellettuali. Nell’ampia sala rettangolare erano stati allineati, a ridosso delle quattro pareti, una serie ininterrotta di tavoli con nel mezzo un grande vuoto riempito da tre ventilatori bianchi che contribuivano a smuovere l’aria filtrata dalle finestre.

Il Papa, come unico privilegio, sedeva ad un tavolo un po’ separato dagli altri, nell’angolo vicino alla porta, da cui due volte al giorno, mattina e pomeriggio, appariva con passo lento. E non fosse stato per la veste bianca e per il fatto che quando entrava tutti si alzavano brevemente in piedi, si sarebbe potuto scambiarlo per uno dei relatori. Credo di essere stato l’unico a osservarlo con attenzione «da esterno», gli altri seguivano i lavori come quelli di un qualsiasi convegno, per nulla imbarazzati di trovarsi e di parlare al cospetto di un Pontefice. Al termine di una sessione mi sono avvicinato a Giovanni Paolo II e gli ho chiesto cosa pensasse dei numerosi libri usciti o che stavano per uscire sulla sua persona: dopo alcuni commenti concluse il suo ragionamento dicendo: «Credo si scriva troppo su di me».

Avevamo ricevuto Giovanni Paolo II, mia madre, i miei fratelli e sorelle e io, a casa nostra a Pollone, nel biellese. Venne per pregare insieme a noi sulla tomba di mio zio Pier Giorgio Frassati, che ancora non aveva beatificato e di cui era grande ammiratore. Atterrò con l’elicottero sul prato vicino a casa, e nel piccolo paese fu grande festa. Lo avevo conosciuto brevemente in Polonia, quando era ancora vescovo e poi cardinale, e nulla lasciava supporre cosa sarebbe diventato dopo.

Ma ora stava per iniziare, con Giovanni Paolo II, un nuovo percorso, la registrazione di una intervista per «La Stampa» che sarebbe poi apparsa su tutti i giornali del mondo. Seduti a tavola, cominciammo a parlare in polacco, poi, quando accesi il registratore passammo all’italiano. D’un tratto, a metà cena, squillò il telefono nella stanza vicina. Fu l’unica interruzione, l’unica intrusione del mondo esterno nella quiete di quella sera. Il Santo Padre non prestò attenzione a quel trillo, ma io, in quei pochi secondi, immaginai tutte le possibili emergenze che avrebbero potuto richiedere un suo intervento immediato. Continuai a porre domande, ad ascoltarlo, ad osservarlo. Più tardi, rileggendo l’intervista, mi resi conto di quanto quel Papa arricchiva la conversazione con sfumature della voce, nei toni, nei sorrisi, che non risultavano dal testo scritto. Per parlare di sé talvolta usava la prima persona, talvolta si definiva «il Papa», ma né nel primo caso appariva colloquiale né nel secondo presuntuoso.

«La sua intervista vale tre encicliche - mi disse poi un prelato vicino a Giovanni Paolo II - perché a differenza dei documenti ufficiali tutti l’hanno letta e perché esprime il vero pensiero del Papa». E' forse il più bel complimento che abbia mai ricevuto per il mio lavoro, ma il merito è tutto di Giovanni Paolo II.

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Biancamaria
Un pensiero per ogni Donna che non è più fra noi,
a causa di qualche assassino che nessuno punisce sul serio.

Un bacio a tutte le Donne che soffrono,
ma che sanno ancora regalare sorrisi.

Un abbraccio ad ogni Donna
che ,nonostante le difficoltà, sa ancora dare Amore.

Una carezza a quelle Donne
Che non ricevono più affetto e dolci attenzioni.

Un bacio a te Donna che leggi
Perché ogni giorno possa sorgere il sole nel tuo cuore
Insieme ad un sorriso ,nell’amore per chi ami.
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Biancamaria
Natale può essere inaspettatamente bello…
Trascorrerlo per qualche ora insieme a persone che vivono con una figlia disabile e cerebrolesa dalla nascita.
Persone sempre sorridenti , con un amore tale per questa figlia ,che li rende speciali, tanto che lei ha saputo superare tante avversità, arrivando fino ad oggi a 26 anni.
Una mamma in pena da qualche tempo, perché sua figlia mangia poco e mi chiede con le lacrime agli occhi : cosa vuole mia figlia?
Una madre deformata nel corpo ,sofferente di artrite reumatoide, che cammina spedita nonostante lo faccia con difficoltà…
Un padre paziente, tenero nei confronti delle sue due amate donne di casa, che si occupa di tutto, con bontà d’animo e disponibile sempre verso tutti.
Felici oggi di trascorrere insieme a dei parenti e un loro bimbo di un anno, che gli ha donato allegria e gioia, sorrisi e coccole di un qualcosa che poteva essere anche per loro, se solo…..
Ed è stato un Natale che mi ha reso felice, serenamente, come dovrebbe essere.
Senza obblighi né finzioni, donando e ricevendo coccole da una ragazza speciale e dolce, come solo chi è come lei sa essere .
Che ho imparato a conoscere così bene negli anni, cogliendo sfumature preziose in ogni movimento ed espressione , che sanno parlare molto più delle parole, perché è il cuore che sa leggerle, ricevendone calore ed emozioni …
Auguri A. ,grazie per questa giornata divenuta speciale e bella, grazie alla semplicità della condivisione sincera.
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Biancamaria
Grazie
A tutti gli Angeli che sono stati vicini a mia madre
Perché questo giorno ancora non la riguardi
Grazie
Anche per avere con me ancora anche mio padre
Grazie
Perché tutte le persone che amo sono qui, vicine al mio cuore in ogni dimensione esse siano
Grazie
A tutti i miei cuccioli che sono diventati Angeli
E mi hanno regalato il loro splendido amore.
Senza lasciarmi sola mai
Solo GRAZIE
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Biancamaria

Gabry … mi chiedi di lui Dike…

Bè lui è uno dei miracoli che ho potuto vivere anche io, ho pensato di perderlo in qualche occasione, ma non chiedermi come mai,perché non saprei dirlo facilmente a parole, sapevo in qualche modo che il Principale non lo avrebbe ripreso a sé in quei momenti.

Perché altri si e alcuni no..

Non so ,come tutti, la risposta.

È una delle famose cose che dovrà spiegarmi, almeno spero.

Adesso Gabry sta bene, vive da sempre con la sua gioia ,la Vita,che gli è stata donata una seconda volta .

Ha subìto tante cose, effetti prevedibili,ma non sempre superati da tutti, lui ha potuto vincere le battaglie …. ma non la guerra ….

Quello che si DEVE dimenticare per poter andare avanti, è che i trapiantati devono ,a vita ,prendere terapie antirigetto e non solo, combattere più degli altri le banali influenze ed infezioni, che per loro sono sempre situazioni che li riportano in bilico rischiando di farli cadere ancora.

Però si deve vivere con fiducia il futuro, per poter avere le energie necessarie da trasmettere anche ,a chi cresce nell’anomalia di una malattia, oltre a dare loro la serenità e l’equilibrio necessario, soprattutto quando crescono e iniziano a capire la loro diversa condizione di vita,cosa che devono subìre,volenti o nolenti, per sempre…

Ci si devono aspettare crisi di vario tipo, soprattutto di rifiuto psicologico ed anche questo non è semplice da affrontare, ma si va avanti sempre e comunque nell’amore, quello non deve mai mancare.

Perché sarà l’unico vero motore di tutto.

E quando sento Gabry al telefono o gli altri….è una gioia immensa poter pensare di essere stati insieme a combattere, anche se solo loro,in realtà, vivono sulla pelle la cosa,per tutti quelli che sono accanto,familiari e non, è sempre e solo empatia, che lo si creda o no… ecco perché da sempre dico: guardare negli occhi di queste creature, fa imparare tantissimo.
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Biancamaria

Quando leggo della disperazione altrui, dei momenti bui, delle difficoltà, mi ritorna alla mente il periodo che ho appena lasciato alle spalle.
Fatto di anni di tristezza, solitudine, senso del vuoto e del nulla, di mancanza di futuro, insomma tante cose negative. Quello che però desidererei tantissimo saper trasmettere, ma forse ognuno ci deve passare da solo,
è questo : so che esiste SEMPRE la possibilità di uscirne, di rinascere, che costa una fatica apparentemente spropositata, ma appena si procede con il primo passo, ci si rende conto di come sia facile invece attuarla!
Ho toccato con mano sia il fondo della tristezza, che il cielo della risalita, molte volte, ma mai come in questo anno trascorso. La speranza è qualcosa di labile ma al contempo ferreo, se si ha davvero nel cuore.
So anche che non ci si crede finchè non si vive.
Per questo so che è difficile trasmettere fiducia, far capire che non è solo consolatorio dirlo, ma realmente costruibile.
Auguro a tutte le persone amiche o che passano di qui in silenzio, che questa certezza arrivi al cuore, perché abbiano la forza e la capacità di ritrovare se stesse e risollevarsi comunque.
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Biancamaria
Oggi ho ricevuto una soddisfazione che non mi aspettavo e ne son felice.
Tutto ritorna nella vita ed anche qui, chi sono, come sono e quanto valgo, sta venendo fuori, quindi le fatiche non sono mai sprecate.
Avevo dimenticato cosa significhi farsi conoscere, perché erano oramai tanti anni che l’ambiente di lavoro era una consuetudine già vinta e guadagnata.
Spero dopo le cose positive che mi sono sentita dire oggi, ci siano giorni più sereni, alcuni scogli siano superati e che la serenità sia nuovamente la mia compagna nel cuore.
Chi la dura la vince, se la verità l’accompagna!!
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Biancamaria
Facendo un corso di aggiornamento on line si trapianti d’organo, ho visto un video:
a parlare è un ragazzo che ha descritto in pochi istanti e sempre col sorriso, il suo calvario, fino al giorno del trapianto di fegato e attualmente; raccontando le sensazioni vissute.
Vedendolo ho avuto vari feedback di quando ho dovuto assistere donatore e successivamente il ricevente.
Unica cosa che trovo importante per chi deve farlo, è aver avuto l’opportunità di assistere entrambi: per avere una specie di equilibrio per il cuore e l’anima.
Perché mi sarei sentita senz’altro molto peggio vedendo solo uno o l’altro caso, specialmente solo nella situazione del donatore….
Perché siamo persone, per quanto preparate e informate, ma umane e ti sembra assurdo fare di tutto per mantenere il battito di qualcuno che sai che in realtà non è più con noi…devi sempre tenere a mente che qualcuno potrà vivere grazie a ciò che tutti insieme stiamo facendo : la famiglia, noi e la persona che ci ha lasciati, ma che il proprio atto d’amore si sta compiendo….
Mi sono sempre chiesta molte cose negli anni di questa professione, nei casi così mi domandavo cosa avrei fatto io: come genitore , come ricevente, insomma nei vari ruoli. Una sola risposta ho saputo darmi : che vorrei poter essere donatrice nel caso in cui…., senza ombra di dubbio , mentre mille dubbi avrei nel pensarmi negli altri ruoli….
Questo ragazzo nel video, ha dato voce ad uno dei pensieri che avrei anche io se accettassi una cosa così : quella di sentirsi responsabili per questo dono ricevuto e quindi di cercare di vivere una vita retta e al meglio delle possibilità; per poi un giorno incontrare chi ci ha ridato la vita e sentirsi dire : bravo hai fatto proprio una bella vita e ti sei meritato quello che ti ho dato!
E poi la mente è riandata ai visi e agli occhi di chi ho lasciato a Roma, che prosegue nel miracolo della vita ricevuta….pur sentendoli per telefono, mi mancano…..
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Biancamaria


Tantissimi auguri dolce Eli!!
Sono giorni difficili ma spero arrivi presto la serenità che meriti e che desideri da tempo.
Ti sono vicina con affetto e ti abbraccio forte!
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Biancamaria

L'autunno quest'anno tarda un pochino ad arrivare

fa di nuovo caldo,nonostante nuvole in cielo presagino temporali,

che a volte ci risparmiano in paese, ma non sui monti...

Dolce Vale, mi guardo intorno ancora incredula...

Sono così felice di questo dono

per il quale dico grazie anche a te.

Troppi segni confluiscono fra noi, per non doverlo pensare.

così tante cose belle hanno unito i nostri cuori e quelli di chi ami

e che vive nel tuo ricordo con amore.

nel rosa di questo tramonto ti mando il mio pensiero col cuore.....
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Biancamaria
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Biancamaria
Buon compleanno Papà.
Il 15 a casa si sono confusi e ti hanno fatto il pranzo,la torta e festeggiato pensando fosse il 16…
Oggi ti sei alzato e sei stato mogio perché nessuno ancora ti aveva fatto gli auguri….che tenerezza mi fai…
E anche quest’anno ci siamo arrivati ai vostri compleanni, ogni anno si prova un piccolo timore, come se cambiasse qualcosa se si riesce a festeggiare, quasi un traguardo ideale che fa sembrare le cose diverse.….adesso si vive pensando al Natale, se si sarà ancora una festa insieme oppure no…..
Giorni particolari che segnano i limiti di qualcosa che appare un dono in più, come se ogni giorno diventasse un regalo con la ciliegina nelle ricorrenze speciali….
Questa torta però ha un sapore agro-dolce…..
Ti voglio bene…..
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Biancamaria

L'amore non è una cosa che si puo insegnare, ma è la cosa più importante da imparare.

Papa Giovanni Paolo II


Quando mi chiedono e racconto la mia attuale storia, sono abituata a vedere dapprima sorrisi felici e luce negli occhi che poi si offusca quando spiego fino in fondo…
Non mi interessa che chi ascolta capisca, non si può insegnare qualcosa di simile e quindi lascio che siano persi nel loro modo errato di pensare.
Le frasi che ricevo son tutte simili, di circostanza spesso, che potrebbero risparmiarsi tranquillamente.
Farebbe più onore a loro che a me direi.
E’ finito il tempo dell’amarezza, perché nessuno realmente comprende ciò che provo e non solo io, quale gioia si possa ricevere, quale amore infinito.
Ci si ferma troppo spesso alle apparenze e alla fisicità, che non significa manchi ma non devo certo spiegare nemmeno questo…
Per me conta molto più l’Anima dell’aspetto esteriore.
Un’Anima bella la riconosci sempre, in qualsiasi corpo la trovi, ma se non lo provi dentro naturalmente, non si spiega per farlo comprendere…
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Biancamaria

Non sarei sparita se non fosse stato per la connessione stramba!!!
Sto vivendo un sogno che si realizza una cosa dopo l’altra!
Ma non sarà troppo tutto insieme?????
Speriamo di no!!! Oramai ci ho preso gusto!!;-)))
Il viaggio è stato lunghetto ma tranquillo, il Safety Tutor che ti sega le gambe se eccedi in velocità ha fatto il suo dovere e sono andata da brava lumachina….
Sono arrivata all’ora che avevo previsto e tutto lisssio come l’olio!
In albergo la stanza è minuscola ma ha un terrazzino gradevolissimo che compensa alla grande e me lo sto godendo, al fresco e sono ad una temperatura splendida: non mi mancano i 40 gradi afosi di Roma per niente…e non solo quelli!!
Oggi l’ennesimo miracolo ai quali il Principale mi sta facendo abituare… perché se tutto va bene la casa l’ho già trovata è nuova arredata benissimo e in modo carino ha anche cantina e garage!!!! No…il lucano non c’è ma non voglio di più!!!;-))
È vicina all’ospedale dove lavorerò e mi sembra un sogno l’idea che se voglio vado in bici, a piedi e ci sono ben 2 autobus che mi ci portano!!!!!
Se continua così posso anche morire felice solo per la gioia ricevuta fino ad ora!!!
Oggi ero così contenta che anche mia madre è riuscita ad esserlo per me: Incredibile dictum!!!
La parte amara è che il mio papy ricorda a malapena che ci sono e quindi non posso condividere con lui le mie soddisfazioni, ma col cuore lo farò comunque….
Ecco si… questo è un neo che mi fa soffrire , ma sto avendo così tanto che non mi permetto certo di lamentarmi, sarei pazza, oltre che irriconoscente…
Pazza si ma altro no, non è da me.
Un grazie particolare lo dedico a tutti quelli che mi hanno fatto compagnia in questi giorni con messaggi vari: l’ho apprezzato tanto.
È stato bello durante il tragitto , leggere le varie regioni che attraversavo ed inviare ad ognuno che sapevo abitarvi, un abbraccio di cuore: vi è arrivato???;-)
Me lo auguro, perché per la prima volta, questo è stato un viaggio speciale, pieno di simbolismi e significati per me così importanti, da segnarmi a vita nel bene!
Comunque vada sono già molto felice così, il resto se deve, me lo continuerà a dare il Principale come sempre!!
Sai che c’è?
Mi sono resa conto maggiormente, forse perché tutti insieme, di quanta gente c’è alla quale voglio bene e sono gentilemente ricambiata: non c’è dono più grande dell’amore, sarò ripetitiva ma senza morirei davvero.
Biancamaria
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Biancamaria


Inaspettatamente
Un Girasole entra nella mia vita
Ne colora i grigi e riempie i vuoti
Di una meravigliosa allegria
Donandomi tutte le sfumature più belle
Dei colori del sole
Che riscaldano e riempiono il cuore d’amore.
Giorno dopo giorno
Con tenera presenza
Riesce a farmi sentire felice
Diventando un bene prezioso e inestimabile
Che con gioia accolgo nella mia vita.
Fa rinascere in me il sorriso perduto
Ricordandomi che la vita è da amare sempre
Insegnandomi con coraggio e dignità
Lo stile di chi ha solo amore nel cuore.
I miei occhi si illuminano al solo pensarlo
Il mio cuore esulta e sussulta al vederlo
E Dio ci ha donato momenti meravigliosi
Per poter vivere il nostro amore stando uno accanto all’altra.
Molti passi devono essere fatti
Per il completo coronamento di un sogno
Ma so di averne il coraggio e la forza
Per affrontarli con la speranza di vincere
Ogni ostacolo che si presenterà.
È l’Amore che mi guida e mi dà forza
E voglio credere che saremo vincitori.
Insieme ci daremo forza
E il nostro amore supererà
Dubbi e incertezze.
Ti amo mio Girasole adorato!
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Biancamaria

È uno di quei giorni nei quali puoi toccare con mano gli estremi della vita, la sua precarietà o potenza a seconda di ciò che destino Dio ti riserva.
In un lampo una vita diventa precaria, si arresta e riprende per mano nostra che soccorriamo ma che non ne puoi conoscere l’evoluzione futura.
Un encefalite a decorso apparentemente rapidissimo , che a 15 anni può darti la linea di confine che ancora non sai se supererai in quale direzione….
Quante volte e quante età ho visto evolversi in vari modi:
quale sia quello migliore solo Dio sa spiegarlo.
Nella stessa mattina una ragazza di età equivalente che riceve il miracolo di non perire in un attraversamento pedonale, nel quale una moto la prende in pieno facendola volare di 10 metri, il tutto di fronte agli occhi terrorizzati di sua madre che aspettava dal lato opposto….
La ragazza mi raccontava che mentre era in “volo” pensava “E adesso come posso tranquillizzare la mamma che è apprensiva?”…bè…solo perché non potevo non mi sono messa a piangere ,e l’ho accarezzata dicendole quanto fosse bella per questo animo enorme e delicato.
Poteva già bastare, invece mi dice che, essendo rimasta vigile e cosciente nonostante la botta, vedeva sua madre, convinta la figlia fosse morta, urlare al motociclista “ me l’hai ammazzata!!” e lui, anziché andare dalla ragazza, era andato a vedere il danno della moto…..e rispondeva: “ ma è lei che ha attraversato all’improvviso e mi ha anche rovinato la moto”…..e qui la madre sviene e lei che cerca di farla rinvenire, nonostante la gamba rotta….
Inutile dirvi cosa provo per quell’uomo vero?…
Non fatemelo capitare mai fra le mani, questo è poco ma sicuro!
Ma in 30 anni è la prima volta che sento una ragazza che pensa questo mentre le accade una cosa terribile, mi ha commosso profondamente e so di aver incontrato un miracolo dovuto.
E poi ancora mi dicono come faccio a lavorare con i bambini?……
Come NON POTREI?
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Biancamaria
foto da web

Quanto vale un sorriso di un bimbo?
Inestimabile è sufficiente? Pelo pelo direi…
Riceverlo in certi momenti, quando stai facendo qualcosa che lui sa bene sia doloroso,
se riesci a far arrivare il messaggio d’amore che c’è comunque in un atto che appare crudele,
allora sai che c’è qualcosa che vale la pena di vivere: la sofferenza condivisa e combattuta per vincere guerre spesso crudeli.
Si perde è vero, ma sono molte le vincite ,a volte anche nella sconfitta…
Guardare in quegli occhi, perderti dentro la loro immensità, una voragine meravigliosa
che ti arriva dritta al cuore e sa leggerti benissimo.
Alla quale sai non puoi mentire, perché lo saprebbe subito che lo inganni e si allontanerebbe inesorabilmente ,con poche chance di recupero.
Riuscire a parlargli e vedere il suo sguardo cambiare lentamente, i suoi occhi sfuggenti che poi ti seguono e scavano l’anima facilmente per capire se dici il vero, vederlo afferrare il senso e godere della fiducia ,perché decide che si fida e si affida alle tue sconosciute mani , che spera e crede faranno di tutto per essere delicate anche nel dolore.
Eseguire la manovra precedentemente spiegata e scoprire di poter vivere anche solo per quell’istante nel quale ti guarda sorpreso, felice e sentirlo dire che è vero e non gli hai fatto male. Ecco forse una millesima parte di ciò che provo l’ho maldestramente qui descritta, in risposta che vagamente possa avvicinarsi al motivo per il quale mi viene chiesto : ma come fai? Io non potrei mai.
E perdersi la gioia di vedere tornare a casa sano e felice un bambino anche dopo mesi di sofferenza?
Ma come fai tu a non trovare la forza sufficiente a superare tutto, per aiutare chi soffre ed è una creatura splendida e sa ringraziarti in modo incommensurabile?
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Biancamaria





Sento nascere dentro una melodia
È la rinascita del mio cuore
So di dover fare ancora molta strada
Ma la traccia delle prime note
Mi infonde speranza
Certezza che potrebbe essere
Un concerto amabile e finalmente
Con tutti gli strumenti che suonano
In armonia e insieme
Ad un ritmo lento o vivace, allegro e andante
Che mi indicherà la via da seguire
Che mi dirà
Si puoi vivere anche tu
La tua vita come speri da sempre.

Certo mentre sento Beethoven sinfonia n°8 viene meglio sognare….
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Biancamaria

Non v'è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l'intervallo.
George Santayana



Ho scoperto l’acqua calda!
No ,non nel senso che finalmente mi lavo!!
Ma perché dal momento che il detto qui sopra lo sto applicando da poco tempo, oserei dire giorni, ecco qui che anche io mi sono regalata quello che sentivo raccontare da molte amiche/ amici:
l’appuntamento “fisso” o quasi con qualcuno di gradevole e che si incontra volentieri per fare qualcosa insieme almeno una volta a settimana!!
Meglio tardi che mai recita un altro detto e quindi alla mia veneranda età ho "scoperto" che ho diritto a divertirmi semplicemente e godermi del tempo che sia MIO e che nessuno ha diritto più di togliermi per egoismi vari.
Tutto qui, quindi ecco come dicevo, la mia scoperta….
ringrazio di questo Suysan e Sbriciolata!!!

E devo dire che…” mi piace un frego” come si dice a Roma!!!!
Buona vita a voi ;-))
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