
Ho scelto di fuggire,questo ho fatto un anno fa, perché non riuscivo a sopportare il macigno nel cuore e nella mente.
Tornare oggi mi ha fatto scoprire cose avvenute delle quali non mi aspettavo l’esistenza …..forse….
So che non può essere realmente una mia colpa tutto ciò, ma per poterlo sopportare devo andare lontano.
È vero che occhio non vede cuore non duole, non così tanto come quando vedi,senti e tocchi con mano.
Una mia viltà che forse non mi perdonerò mai veramente, ma non ho le forze e le capacità necessarie per sopravvivervi.
Ritornare mi fa immergere nuovamente nelle mie catene e soffitti bassi soffocanti, che mi tolgono il respiro e la lucidità mentale, la giusta visione, affogo nuovamente.
Finché ero solo io a subire,consentendo a tutti gli altri una vita di sereno menefreghismo andava tutto bene.
Da quando i miei fratelli sono entrati nel tunnel ,già bello spianato da me per anni e solo in minima parte,perché si occupano dei miei genitori solo alla domenica e cercano le varie badanti che sono sempre peggio ogni volta, sono insorte le cognate contro i miei genitori.
Oggi ho saputo che una di loro ha fatto una scenata a mia madre 88 enne,perché deve smettere di cercare mio fratello,l’unico che si occupa davvero dei miei al posto mio.
Poi è venuta ,accompagnata dal figlio maggiore, a chiedere che suo marito non venisse a sapere…..
Se fossi stata ancora qui non l’avrebbe mai fatto, sapendo che non avrebbe respirato più troppo bene dopo…
Continuo a ripetermi che non sono la causa vera del tutto, ma è difficile crederlo pienamente.
Però ricordo molto bene come stavo prima, negli ultimi anni la vita mi stava letteralmente lasciando.
Quindi mi rendo conto che ho fatto una scelta giusta,me lo dovevo e non ho fatto davvero del male a nessuno.
Per una volta ho scelto me.
Per una volta ho scelto la vita, la mia.
Per una volta voglio esistere seriamente.
Stavo per cedere alla disperazione, ma ho resistito, non ho voluto ridurmi ad uno straccio pieno di lacrime dolorose, so che non sarebbe stata la giusta soluzione.
Adesso io so.
So di valere come gli altri.
So di meritare qualcosa di bello che sia mio.
So che devo rendere onore alla vita e salute datami.
So che ho diritto di essere serena , felice e vivere seguendo il mio cuore .
Il mio io fetale deve soccombere e deve prevalere l’io adulto, quello che mi fa comprendere che sono in grado di vivere distaccata dall’utero materno, nonostante le difficoltà inevitabili.
È il percorso che ho iniziato e sto continuando, non intendo farmi intrappolare ancora dai sensi di colpa sbagliati.
Il mio cuore di figlia può alleggerire questo dolore, usando la mente dell’adulto cresciuto, devo farlo perché è giusto così … ora lo so e ne sono consapevolmente certa.
Non è facile mai comunque, stare qui mi rende più debole, ma sto cercando di lavorare anche su questo.
Un cammino evolutivo che finirà con me,come vale per tutti, ma del quale sono fiera,perché conservo la tenacia insegnatami e grazie alla quale sto ottenendo risultati oltre alle sofferenze.
Una parte di me soffrirà sempre di questa situazione, ma dovrà essere sempre inferiore a quella che mi fa scegliere di avere ciò che mi è stato dato, non mi posso più permettere di sprecarlo per l’egoismo altrui, adesso devo usare quello mio utile alla sopravvivenza… e così intendo fare.
A chi mi chiede : ma non ti manca la tua città?
Può mancarmi QUESTO per chilometri e ore perse fra prima e seconda??????