
per una storia falsa,ce ne sono mille purtroppo verissime, non usiamo questa scusa per fare ancora meno solidarietà!!!
COMUNICATO STAMPA DE L'EQUIPE DEL CUORE - TRUFFE A DANNO DELLA SOLIDARIETA'
SIAMO INDIGNATI DELLE TRUFFE LEGATE A RICHIESTE DI AIUTO PER FALSE MALATTIE O DISABILITA'. NON CI SONO SOLO TRUFFE DIETRO A RICHIESTE DI AIUTO!
E’ di questi giorni la notizia di un caso di truffa vergognosa che ha visto protagonista la piccola Adelaide Ciotola, bambina portata dalla madre in molti salotti televisivi con il fine di raccogliere fondi che sarebbero serviti per la sua guarigione. La madre della piccola Adelaide ha racimolato così in due anni oltre 170.000 euro, falsificando cartelle cliniche e chiedendo contributi e aiuti a tutti, come in questo video: http://paid-to-write.net/8517/la-truffa-di-luisa-pollaro-mamma-di-adelaide-ciotola-iene-video/. Questo recente caso, smascherato da Le Iene, ha aperto un dibattito nella trasmissione La Vita in Diretta del 9 marzo.
Siamo indignati nel constatare come possa una madre, sfruttando la propria figlia, e insegnandole che la vita è fatta di inganni, ingannare così le migliaia di spettatori che hanno seguito e sostenuto questo caso risultato poi una truffa. L'Equipe del Cuore, Associazione senza scopo di lucro costituita proprio per agire in tutta trasparenza e correttezza per sostenere la causa di Lillo, con iniziative di solidarietà, coinvolgendo anche le Istituzioni, senza tralasciare l'impegno che devono assumersi nei confronti dei diritti alla salute, ha scritto alle varie redazioni per chiedere di ospitare Lillo e dargli una voce più di quanto già stiamo facendo, ma finora non abbiamo neanche una risposta. Eppure Lillo è vero, un caso drammaticamente verissimo e che rappresenta le difficoltà quotidiane di una madre che lotta per dare un futuro dignitoso a suo figlio, disabile dal 2003 a causa di un arresto cardiaco che può colpire chiunque improvvisamente. Una grave disabilità, eppure la madre non piange o grida davanti a tutti, sebbene ne avrebbe da gridare, per via della disabilità di un figlio resa ancor più difficile da un'assistenza sanitaria domiciliare e riabilitativa inadeguata. Un caso vero, la cui documentazione è consultabile in originale e a cui tuttavia non si permette di parlare in tv, ancor più ora forse dopo il fatto scandaloso di cui sopra. Eppure il Gruppo di Lillo conta più di sedicimila iscritti su Facebook, con molti "amici virtuali" conosciuti in rete e amici anche "fisici" ritrovati in rete, che lo sostengono ogni giorno e aderiscono alle iniziative organizzate per lui e per dare valore alla Solidarietà. Perché laddove non arrivano le Istituzioni, vince la solidarietà e la generosità di persone che anche se hanno poco da dare lo danno lo stesso e volentieri pur di sostenere Luisa e suo figlio Lillo.
Truffe come quella del caso di Adelaide minano il mondo della Solidarietà, indicendo a credere o sospettare che chiunque chieda soldi o un aiuto sia un truffatore. Noi stessi crediamo che sia corretto che ogni forma di raccolta di fondi o aiuti debba veicolarsi attraverso un'Associazione senza scopo di lucro debitamente registrata, che deve per legge rendicontare tutte le entrate e le uscite in un apposito registro pubblico, mentre donazioni a privati rimangono fine a se stesse e li sta alla disponibilità delle persone fidarsi e credere o meno al buon esito dei contributi per poi restare in taluni casi profondamente delusi e chiudere la porta della generosità a tutti. Alla trasmissione La Vita in Diretta del 9 marzo, dove si discuteva del tema di questo tipo di truffa, è uscita fuori un'immagine deleteria a danno di chi crede nella Solidarietà e di tutte le persone serie che giorno dopo giorno si prodigano a fin di bene, nell’ambito di associazioni serie, legalmente registrate e riconosciute, spendendo tanta fatica per chiedere un aiuto e dare una voce a chi ne ha veramente bisogno, sottraendo spesso energie e tempo a se stessi e alle proprie famiglie, che comprendono il loro fine ideologico il loro amore per il prossimo.
Noi de L'Equipe del Cuore ci dissociamo da questa immagine prendendo le distanze da millantatori e truffatori e chiediamo pubblicamente di non generalizzare sull’operato delle Associazioni, offrendo la completa disponibilità ai fini di un confronto oggettivo.
Noi de L'Equipe del Cuore ci dissociamo da qualsiasi accusa verso chi, nel rispetto della legge, chiede un aiuto e disdegniamo ogni atto di truffa inerente richieste di soldi per cause false, che oltre a ingannare persone sensibili e generose, crea un grosso danno al mondo della solidarietà, del volontariato e a chi ne ha veramente bisogno.
Noi de L'Equipe del Cuore chiediamo infine a Mediaset, che ha tanto ospitato Adelaide e la madre, di poter dare una voce a Lillo, a testimonianza che non sono tutte truffe le richieste di aiuto e che della Solidarietà c'è ancora molto bisogno, potendo fare affidamento su persone e associazioni senza scopo di lucro serie e trasparenti. E chiediamo anche alla RAI di poterci ospitare per dimostrare come è possibile non cadere in false richieste di aiuto e dare una voce anche a chi, giorno dopo giorno, opera in tutta serietà per il bene altrui.
Tanto è dovuto per chi ci sostiene e sostiene Lillo.
Per conoscere L'Equipe del Cuore e info su Lillo: www.equipedelcuore.it
Comunicato a cura del Segretario Nazionale de L'Equipe del Cuore
Cinzia Tocci - Cell. 3899264606
www.equipedelcuore.it - equipecuore©live.it








Terra terra mi è venuto in mente il cartello : per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno.
Usare la propria figlia bambina per la truffa veramente vergognosa orchestrata dalla sciagurata madre secondo me va definito come sciacallaggio e un grosso danno per le persone e le Associazioni che agiscono invece in tutta correttezza